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Laura Lepetit ha fondato e diretto la casa editrice la Tartaruga, ed è autrice del memoir Autobiografia di una femminista distratta, Nottetempo edizioni.

Il tema dato a questa raccolta di racconti Vita da single è servito a spostare lo sguardo dai soliti cuore e amore, coppie e separazioni, per scoprire nuovi modi di vivere e nuove soluzioni offerte appunto da questa condizione sempre più diffusa di vivere da soli e da sole, senza incorrere nella riprovazione sociale come un tempo.
Al supermercato si mette un fiocco rosso sul carrello per indicare che si è disponibili a un  incontro ci informa un’autrice, al sabato ci si ritrova al bar perché non si ha una moglie da portare al centro commerciale né un figlio da portare all’oratorio in Vite da bar, talvolta la soluzione è un bel gatto che ti aspetta a casa, Chi, Kurt Tucholsky?, Mi chiamo Ugo è un bel ritratto in prima persona di un tipico maschio italiano convinto che tutto gli sia dovuto, lo zio single accanito che improvvisa un bellissimo pranzo di Natale per tutta la famiglia, Quest’anno si cambia, e così via. Ogni racconto contiene un tratto d’autenticità e una ricerca originale. Dal che si deduce come mettere in parola la propria esperienza e le proprie sensazioni sia un esercizio che fa bene alla salute e al benessere del cervello. Con una raccomandazione agli autori: essere sempre più consapevoli che scrivere significa cercare uno stile molto preciso, unico e inconfondibile con cui esprimersi. Sentire la scrittura come necessità insopprimibile.

Un pensiero riguardo “L’antologia “Vita da single” letta da Laura Lepetit

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