IL PRIGIONIERO COREANO
Berenice dice: prigionieri dell’ideologia
Un po’ tutti, il protagonista, i personaggi (con pochissime eccezioni) e un po’anche il regista (e forse alla fine anche noi) prigionieri dell’ideologia, più ingombrante e pesante di quanto si vorrebbe. Corea del Sud e poi anche del Nord, Nam Chul-Woo pescatore nord-coreano, sconfina con la sua piccola imbarcazione nelle acque del ‘nemico’ e viene catturato. Da lì nulla sarà più uguale, né in territorio straniero (con le sue tentazioni capitaliste) né in madre-patria (con le sue rigidità poco patriottiche). Due regimi, uguali e contrari, pressoché speculari, in mezzo cittadini comuni che ne rimangono schiacciati. Il regista sudcoreano Kim Ki-Duk ci mostra tutto questo con durezza, senza mediazioni, schermi, sottigliezze o ipocrisie. Ma il tutto rischia di avvicinarsi al proclama, ogni personaggio, ogni dialogo, ogni singola parola sembra preordinato a questo, a consegnare un preciso messaggio politico, finendo per rimanerne prigioniero. Peccato.
Giudizio: **

LA CASA SUL MARE
Berenice dice: nostalgia di un mondo che va scomparendo
Méjan, Marsiglia, oggi. Un padre tra la vita e la morte. Tre figli, un’attrice di successo, un professore ‘proletario’ per scelta e un ristoratore rimasto fedele agli ideali del padre. I tre accorrono e, mentre si prendono cura del padre, passato, ricordi, rancori riaffiorano. Riemerge un mondo di cui sono figli e al quale rimangono intensamente legati. Ma quel mondo non c’è più, assieme a loro osserviamo come gli ideali, i progetti, i suoi valori più profondi siano scomparsi, soppiantati da un mondo nuovo e privo di scrupoli che ci risulta estraneo e ingiusto. Il tutto avvolto in una grande malinconia mai lacrimosa, sempre e fiera, che trova contrappunto in un fortissimo legame fraterno che riprende e si rafforza con l’avanzare della storia. Apertamente ‘politico’, schierato per scelta con fierezza e orgoglio, non disturba, il regista Robert Guédiguian non ne rimane imprigionato. Film non senza difetti, qualche sbavatura (un po’ schematico, tanto telefonato) ma sincero e onesto.
Giudizio: *** 

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