di Laura Lepetit

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Sandra Petrignani

La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

Neri Pozza Editore

pag. 462, euro18,00

 

E’ uscito un libro interessante nel panorama italiano pronto a dimenticare i morti: la biografia di una grande scrittrice, Natalia Ginzburg. Scritta da un’altra scrittrice, Sandra Petrignani, questa biografia ha molto del narrativo. L’autrice parte dai propri incontri con la Ginzburg, lei giovane e ingenua principiante e Natalia generosa e austera. Non mancano i ricordi di tutti coloro che sono ancora vivi, parenti, amici, letterati che hanno conosciuto la Ginzburg. La Petrignani li ha ricercati con attenzione e incontrati personalmente. Cosa abbastanza inedita, ha visitato anche le case e i luoghi dove la Ginzburg ha vissuto ritrovando particolari descritti nei libri o negli articoli pubblicati.

La vita di Natalia Ginzbur è strettamente intrecciata con gli avvenimenti della sua epoca. Nasce nel 1916 a Palermo da un medico ebreo triestino, Giuseppe Levi, e da Lidia Tanzi, milanese. Tre anni dopo la famiglia si trasferisce a Torino che diventerà la città dove Natalia vivrà più a lungo. A Torino conosce giovanissima Leone Ginzburg, ebreo russo, un intellettuale che fonda nel 1933 insieme a Giulio Einaudi, figlio del Presidente della Repubblica, la casa editrice Einaudi. Natalia poco più che ventenne, sposa Leone Ginzburg, è un matrimonio d’amore ma anche l’incontro di due personalità molto simili, sia per gusti letterari che politici. Ginzburg è molto impegnato nella lotta contro il fascismo, insieme alla casa editrice che viene controllata e perseguita. Ginzburg è mandato al confino in un piccolo paese dell’Abruzzo, Pizzoli, dove la moglie lo segue con i tre bambini nati nel frattempo.

Natalia pubblica da Einaudi il suo primo romanzo, La strada che va in città, con uno pseudonimo, Alessandra Torninparte. Nel ’44 Leone Ginzburg viene arrestato e muore a Regina Cieli per i maltrattamenti subiti. Lascia a sua moglie una lettera che sarà il credo spirituale di Natalia per tutta la sua vita: Sii coraggiosa, scrivi e cerca di essere utile agli altri.

Per lavorare e mantenere la famiglia, Natalia viene assunta da Giulio Einaudi legato a lei da amicizia e rispetto. Comincia la stagione delle grandi imprese intellettuali, accanto a personaggi come Giaime Pintor, Pavese, Calvino, Soldati, Moravia, Garboli. La Ginzburg legge manoscritti, traduce, cura edizioni, diventa insomma una colonna della casa Editrice e intanto pubblica i suoi romanzi e scrive molto anche per i più importanti quotidiani. Ci sono molti uomini accanto a Natalia, unica eccezione Elsa Morante, l’amica/rivale che ha un carattere focoso rispetto a quello più riservato di Natalia e il loro rapporto prosegue tra litigi e abbracci.

Il suo romanzo più famoso è Lessico familiare, in cui descrive senza pudori la vita di una grande famiglia borghese, con un padre importante e cinque tra sorelle e fratelli nella Torino di inizio secolo. Il candore autobiografico è abbastanza inedito e il libro suscita giudizi controversi, ma è un grande successo. In un libro intitolato Le piccole virtù scrive: “Per quanto riguarda l’educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità, non la prudenza ma il coraggio…”

E questo riassume il credo letterario e morale che sottintende alla sua vastissima produzione. Scrisse molto anche per il teatro dopo che divenne amica della giovane attrice Adriana Asti.

Ti ho sposato per allegria fu rappresentato a Londra da Laurence Olivier.

Natalia Ginzburg muore a Roma nel 1991, seguire la sua vita ci permette di rivivere i momenti più interessanti e complessi del mondo letterario e politico italiano di quasi un secolo. Una donna da non dimenticare, cui Sandra Petrignani ha reso giustizia con garbo e forza.

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