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LA FORMA DELL’ACQUA

Berenice dice: dell’acqua e non solo.

La forma dell’acqua, dell’amore, della vita e di molto altro. Una piccola favola, dolce senza essere sdolcinata, romantica ma non stucchevole, leggera, quasi soave. Ci sono i buoni e i cattivi, i russi e gli americani, gli scienziati e i militari, la guerra fredda. E poi ci sono loro, Elisa, Zelda e Giles, una ragazza muta, la collega di colore – donne delle pulizie in un laboratorio segreto – e il vicino di casa di Elisa, un disegnatore gay senza lavoro. Altri, diversi, quelli che nessuno guarda, nessuno nota, nessuno vede. Ma sono proprio loro che si accorgono dove sta davvero l’essenza umana, al di là delle apparenze. Sanno dove sta il giusto e dove ciò (e chi) giusto non è. Che vanno oltre per trovare l’amore. E così non esiteranno un istante, faranno ciò che deve essere fatto per proteggere chi merita di essere difeso e amato. Guillermo del Toro, il regista, ci racconta questa favola con grazia rara, con leggerezza ci porta dentro una piccola storia più vera, profonda e forte di tante storie vere. Che ti avvolge e non ti lascia neppure quando esci e –  come dicono i versi citati nel finale – continua a  ‘stare tutto intorno a te’.

Giudizio: ***

 

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VISAGES VILLAGES (Documentario)

Berenice dice: unico

 Come uniche sono le immagini che ci portano in giro per la Francia, in lungo e in largo, da nord a sud. Un furgoncino, un enorme teleobiettivo dipinto sui fianchi, dentro, un uomo e una donna e la loro passione per le immagini, la fotografia, le persone, la vita. Novant’anni lei (una sempre straordinaria Agnés Varda), affaticata e stanca, ma ancora con un occhio formidabile, poco più di trenta lui (JR) con un’incredibile vitalità ed energie per entrambi. Dove non arriva lei scorrazza lui, su e giù per scale, impalcature, strade, prati e pendii. Ogni immagine è perfetta e incanta, così le gru che spostano i container diventano una danza, un bunker caduto in mezzo a una spiaggia la parete ideale per l’effigie di Guy Bordin, i corridoi del Louvre una pista da corsa per la sedia a rotelle spinta a tutta forza dal ragazzo (JR) mentre lei indica meravigliose opere d’arte. Ma nulla è per caso, ogni immagine ha un senso, una precisa funzione, come quella degli occhi, dei piedi e delle mani di Agnés, che ricopriranno i fianchi di un camion. ‘Andranno dove tu non puoi più andare, vedranno ciò che tu non puoi vedere’ dice JR, mentre noi vediamo sfilare quegli enormi occhi, quei piccoli giganteschi piedi. La storia di un paese ma anche di una magnifica amicizia, l’arte, il genio, la creatività fanno incontrare e uniscono due persone così diverse e distanti, una nel fiore degli anni l’altra che ha già visto sfiorire la più gran parte. Da vedere, rivedere e rivedere ancora.

Giudizio: ****

 

 

I giudizi di Berenice:

***** imperdibile

**** meglio non perderlo

*** da vedere

** se proprio ci tieni

* lascia perdere

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