hannah

HANNAH

Berenice dice: faticoso, per non dire estenuante.

Francia (Parigi?) oggi, seguiamo Hannah ovunque, in metropolitana, al corso di recitazione, in piscina, a casa, con il marito. Poi il marito non c’è più (le viene portato via, non diremo perché) ma noi continuiamo a seguire l’anziana donna (un’insuperabile Charlotte Rampling scrutata da un’impietosa telecamera) giorno dopo giorno, stanca, affaticata, sul volto il peso degli anni, della vita, della tragedia. Tragedia che intuiamo appena, ne percepiremo i contorni solo poi, senza che ci venga mai spiegata. Poche parole, molti dubbi, moltissime domande, quasi nessuna risposta. Ci ripetono che bisogna mostrare e non spiegare, qui capisci che c’è un limite anche al mostrare, che forse non è proprio necessario vedere tutto tutto. Se il regista ha fatto questa scelta un motivo ci sarà, solo che non si capisce. C’erano mille modi per narrare una simile tragedia, la scelta (‘laterale’), silenziosa del regista, è originale, certo coraggiosa. Ma il film chiede tanto allo spettatore, decisamente troppo. E dopo tanto chiedere è capace di dare qualcosa? Qualcosa certo, ma forse non abbastanza.

Giudizio: **

 

I giudizi di Berenice:

***** imperdibile

**** meglio non perderlo

*** da vedere

** se proprio ci tieni

* lascia perdere

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